ALIMENTI NEI QUALI NON POSSONO ESSERE IMPIEGATI ADDITIVI
Prodotti alimentari non lavorati (*)
Miele
Oli e grassi di origine animale o vegetale
Burro
Latte e panna
Prodotti lattieri non aromatizzati ottenuti con fermenti vivi
Acqua minerale naturale
Caffè ed estratti di caffè
Tè in foglie non aromatizzato
Zuccheri
Paste alimentari secche
Latticello naturale
ALIMENTI NEI QUALI NON POSSONO ESSERE IMPIEGATI COLORANTI
Prodotti alimentari non lavorati (*)
Acqua in bottiglia
Latte
Latte fermentato non aromatizzato (yogurt e simili)
Panna
Oli e grassi di origine animale e vegetale
Uova e sottoprodotti
Farina e prodotti della macinazione, amidi e fecole
Pane e prodotti similari
Pasta e gnocchi
Zuccheri
Derivati del pomodoro (pelati, passate, sughi, ecc.)
Succhi di frutta e di verdura
Frutta, verdura e funghi in scatola o comunque conservati
Confetture e gelatine di frutta
Pesci, crostacei, molluschi, carni, pollame, selvaggina e le loro preparazioni
Prodotti a base di cacao e cioccolato
Caffè, tè, cicoria, preparati di erbe e frutti per infusioni
Sale e spezie
Vino
Sambuca, Maraschino, Mistrà
Aceto di vino
Alimenti per lattanti e per la prima infanzia
Miele
Malto e prodotti del malto
Formaggio stagionato e fresco
Burro di latte di capra e di pecora
(*) Con i termini «non lavorati» la normativa fa riferimento agli alimenti che non sono stati sottoposti a trattamenti che comportano un cambiamento sostanziale dello stato originario del prodotto. Essi possono tuttavia essere stati tagliati, sezionati, disossati, tritati, sbucciati, macinati, puliti, preparati, privati degli scarti, refrigerati, surgelati o congelati, venduti sfusi o imballati. Qualche esempio: insalate e verdure pulite pronte in busta, carni affettate o macinate già porzionate in vaschette, verdure tal quali surgelate, ecc.
di Cristina Barbagli
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