COME E PERCHE' L'ALCOL FA MALE
Per capire perché l’alcol costituisca un serio pericolo per la
salute è utile sapere qualcosa del suo destino metabolico nel nostro
organismo. Una volta ingerito, non avendo necessità di essere
digerito, l'alcol passa rapidamente nel sangue; la velocità con cui
finisce in circolo è aumentata dall’anidride carbonica, le bollicine,
e rallentata dal cibo. Quindi consumare bevande alcoliche durante i
pasti ha l'effetto di trattenere l'alcol nello stomaco e di
rallentare il suo assorbimento. In questo modo il metabolismo
dell'alcol può già iniziare a livello gastrico sfruttando l'apposito
l'enzima alcoldeidrogenasi presente. Gli studi hanno dimostrato che
il 20 per cento dell’alcol ingerito può essere demolito nello
stomaco, organo di cui conviene dunque sfruttare la capacità. La
quota di alcol che passa nel sangue viene metabolizzata nel fegato
ad opera dello stesso enzima alcoldeidrogenasi che in questa sede
viene prodotto in quantità maggiore, ma non infinita. C'è infatti un
limite alla capacità di smaltimento dell'alcol e quando si supera
quel livello, rimane in circolo in attesa del suo turno e in questa
fase produce i suoi effetti dannnosi. Ma ancora più pericoloso è un
prodotto intermedio del metabolismo dell'etanolo, l'acetaldeide,
composto altamente tossico per l'organismo e principale responsabile
dei danni causati dagli alcolici. Per smaltire questa sostanza ci
sono degli appositi sistemi enzimatici, ma quando si consuma troppo
alcol se ne forma una quantità eccessiva, gli enzimi non ce la fanno
e quindi anche l'acetaldeide rimane in circolazione.
Inoltre, durante il ciclo metabolico di demolizione dell'etanolo, si
producono notevoli quantità di radicali liberi per combattere i
quali il nostro organismo è provvisto di appositi sistemi enzimatici,
aiutati nel loro compito da sostanze antiossidanti che introduciamo
con l'alimentazione: le vitamine A, C, E e i composti fenolici. Se
la produzione di radicali liberi è però elevata, in conseguenza di
un consumo eccessivo di alcol, il meccanismo di riparazione
dell’organismo è insufficiente e si avvia un processo degenerativo
che porta all’insorgenza di numerose patologie.
Per bere bevande alcoliche senza farsi male bisogna innanzitutto
tenere conto della propria capacità metabolica, in modo da non far
salire troppo l'alcolemia nel sangue e limitare nel contempo la
produzione di acetaldeide e di radicali liberi. La capacità
metabolica è direttamente proporzionale al peso corporeo, ma a
parità di peso ci possono essere delle differenze da una persona
all’altra dovute alla diversa percentuale di tessuto adiposo
presente nel corpo. L’alcol infatti è scarsamente solubile nei
grassi, ma prontamente solubile in acqua. Siccome il tessuto adiposo
trattiene meno acqua del tessuto muscolare, chi ha una discreta
quantità di grasso raggiungerà una concentrazione di alcol più alta
di chi invece è molto muscoloso. Questo spiega perchè le donne hanno
quasi sempre una minore resistenza all’alcol, la loro percentuale di
tessuto adiposo, infatti, è fisiologicamente più elevata rispetto ad
uomini dello stesso peso. Le donne hanno anche un'altra carenza:
l'alcoldeidrogenasi gastrica viene prodotta in minima quantità,
quindi in pratica tutto l'alcol introdotto passa nel sangue e
l'alcolemia sale più rapidamente. Per questo, e anche per la
struttura corporea generalmente più piccola, il consumo di bevande
alcoliche per le donne deve essere più basso. Poi, qualsiasi sia il
sesso, è fondamentale non bere a stomaco vuoto, ma solo ai pasti, e
sorseggiare lentamente.
E va da sé che ci sono categorie di persone per le quali l’alcol è
da evitare: i bambini e gli adolescenti che non hanno ancora ben
sviluppato l’enzima alcoldeidrogenasi e le donne in gravidanza e
durante l’allattamento.
Cristina Barbagli
