CIOCCOLATO E SALUTE: I BENEFICI ERANO NOTI NELL'ANTICHITA'
Il
sapore era di sicuro più ruvido e allappante, ma alla bevanda preparata
con i semi di cacao gli Aztechi attribuivano proprietà medicamentose
...già molti secoli or sono. Come dire, gli scienziati che si stanno
affannando da un decennio a dimostrare le azioni positive sulla salute
derivanti dal consumo di cioccolato, non stanno scoprendo niente di
nuovo. Certo, adesso vengono fornite le prime spiegazioni del perché, a
cominciare dalll'esaltazione del notevole potere antiossidante del
cacao o meglio dei composti fenolici in esso contenuti. Ebbene si,
anche il cioccolato è ricco di queste sostanze, anzi ricchissimo, e non
passa settimana senza che venga pubblicato un nuovo studio che mostra,
in un verso o nell'altro, tutta una serie di azioni benefiche.
Ci voleva qualcosa di forte per riabilitare un alimento che per qualche
decennio è stato demonizzato, accusato di provocare l'acne, fare male
al fegato, scatenare allergie e via dicendo. Eppure fino alla metà del
novecento godeva di un ottima reputazione, non solo per il piacere
sensoriale, ma proprio per le sue proprietà terapeutiche, descritte con
minuzia di particolari in trattati e scritti disseminati nel corso di
diversi secoli. L'unico punto fermo rimasto, dalla sua storia più
antica fino ad oggi, è l'elevato potere nutritivo. E su questo non c'è
dubbio, però in passato questa sua caratteristica veniva esaltata e
valorizzata, proponendo il consumo di cioccolato alle persone
debilitate e asteniche, insomma veniva usato come un vero e proprio
ricostituente. Adesso le persone sono anche troppo ben nutrite e di
sicuro non hanno necessità di "ricostituirsi", ma ciò non significa che
devono privarsi di tale prelibatezza.
In effetti l'elevato potere energetico rimane l'unico "difetto" del
cioccolato, per il resto la scienza lo ha totalmente assolto da tutte
le accuse fatte in passato. Ma i ricercatori hanno fatto di più,
fornendo prove degli effetti positivi dei flavonoidi, una classe di
polifenoli, presenti nel cacao. Prima di tutto la quantità di
flavonoidi presente è superiore a qualsiasi altro alimento comunemente
consumato: oltre il 10 per cento del cacao in polvere è infatti
costituito da flavonoidi. Inoltre c'è una particolarità unica del cacao
in relazione al tipo di flavonoidi. Si tratta soprattutto di catechine
ed epicatechine, composti presenti anche nel vino rosso e nel tè, nel
cacao però si trovano in forma di polimeri e sembra che sia proprio
questa caratteristica a conferire l'elevato potere antiossidante.
La ricerca ha ampiamente dimostrato che i flavonoidi estratti dal cacao
hanno un potente effetto antiossidante "in vitro". Ma il vero problema
è se lo stesso effetto si manifesta anche "in vivo", ossia
nell'organismo umano, in seguito al consumo di cacao e cioccolato.
Questo aspetto non è infatti per niente scontato. I composti fenolici
protettivi potrebbero non venir assorbiti o anche, sebbene
riscontrabili nel sangue, non esercitare la loro azione per ragioni
diverse.
Sono molte le ricerche che hanno studiato l'assorbimento dei
flavonoidi, la mole di dati disponibili è quindi notevole. Tanto per
cominciare le indagini condotte su volontari umani hanno mostrato una
relazione diretta tra quantità di cioccolato ingerita e livello di
flavonoidi, in particolare epicatechine, nel sangue. In linea generale
questo tipo di ricerche vengono condotte su persone che hanno seguito
una dieta particolare nei giorni precedenti, in modo da uniformare il
campione. Il giorno delle prove ai soggetti, divisi in gruppi, vengono
somministrate quantità diverse di cioccolato fondente dal contenuto
noto di flavonoidi. Viene quindi prelevato il sangue al tempo zero,
ossia prima di aver mangiato cioccolato, e poi dopo 1
, 2 e 6 ore. Gli
studi condotti secondo questo schema hanno sempre mostrato un aumento
di catechine ed epicatechine nel plasma rispetto al tempo zero e la
quantità rilevata è proporzionale a quella ingerita. Il picco di
concentrazione viene raggiunto dopo 1-2 ore e poi cala fino a
scomparire dopo 6 ore. Il passo seguente è stato di verificare il
potere antiossidante nel sangue. Con procedure simili sono state
condotte numerose ricerche su volontari, diversi sono invece i metodi
usati per valutare la capacità antiossidante. In ogni caso i risultati
sono confrontabili ed hanno dato le stesse risposte in tutti gli studi:
anche il potere antiossidante del sangue aumenta dopo il consumo di
cioccolato fondente e cresce in maniera proporzionale alla quantità
ingerita. Attenzione però, il cioccolato deve essere fondente, perché
il latte ne inibisce l'azione. Uno studio italiano ha misurato la
capacità antiossidante del sangue di volontari dopo l'assunzione di
cioccolato fondente, cioccolato al latte e cioccolato fondente insieme
ad un bicchiere di latte. Siccome il cioccolato al latte ha meno cacao
e quindi ha la metà del potere antiossidante già in partenza, per
l'esperimento ne è stata somministrata una quantità doppia. In questo
modo in tutte le prove la quantità di potere antiossidante assunta era
la stessa, l'unica variabile era il latte. La capacità antiossidante
misurata nel sangue era significativamente aumentata dopo il consumo di
cioccolato fondente da solo, mentre non è cambiata con il cioccolato al
latte né con il fondente consumato insieme al bicchiere di latte.
L'ipotesi è che le proteine del latte inibiscano in qualche modo
l'assorbimento dei flavonoidi del cacao.
Dopo aver dimostrato gli aspetti fondamentali, i ricercatori sono
andati oltre, per esempio confrontando il cacao con altre bevande
notoriamente molto antiossidanti, come il tè e il vino rosso. Una
ricerca ha studiato questo aspetto prendendo in esame una normale unità
di consumo: una tazza di cioccolata preparata con cacao in polvere ed
acqua, una tazza di tè nero e una di tè verde e un bicchiere (140 ml)
di vino rosso, merlot californiano. La bevanda a base di cacao è uscita
in testa a tutte le altre sia per contenuto complessivo di epicatechine
che per potere antiossidante. E la differenza è notevole: il potere
antiossidante del cacao è il doppio di quello del vino rosso che a sua
volta lo ha più alto del tè verde e del tè nero.
Ma a che serve tutta questa capacità antiossidante? Prima di tutto a
combattere i radicali liberi e a contrastare l'ossidazioni di molte
sostanze del nostro organismo, a cominciare dai grassi che circolano
nel sangue, come il colesterolo, che quando si ossida diventa dannoso.
Questa è l'azione diretta, ma viene ipotizzato anche un effetto
indiretto. La presenza di composti fenolici antiossidanti nel sangue
potrebbe far risparmiare le vitamine antiossidanti come la C e la E e
quindi in conseguenza aumentare la loro disponibilità.
L'azione protettiva del cacao nei riguardi della salute cardiovascolare
si manifesta anche in altre maniere. Uno studio clinico recente ha
esaminati gli effetti del consumo prolungato (3 settimane) di
cioccolato su 45 persone sane. I partecipanti hanno mangiato 75 grammi
al giorno di cioccolato bianco, oppure cioccolato fondente o fondente
arricchito di flavonoidi. Nei due gruppi che hanno consumato cioccolato
fondente è stato rilevato un aumento significativo del colesterolo HDL,
quello "buono", mentre nel gruppo che ha assunto cioccolato bianco si è
verificata una piccola riduzione. Quindi i flavonoidi del cioccolato,
assenti in quello bianco, sembrano avere un'azione positiva anche su
questo importante indicatore.
Diversi studi pubblicati negli ultimi anni hanno inoltre evidenziato
una influenza del consumo di cacao e cioccolato sull'attività delle
piastrine del sangue. Le piastrine sono quei corpuscoli che causano la
coagulazione del sangue e, mentre questo è un effetto desiderabile in
caso di ferite, è invece deleterio quando avviene all'interno dei vasi
sanguigni perché origina i trombi. In una ricerca è stato somministrato
a 30 volontari sani cioccolato bianco, al latte o fondente al 70 per
cento di cacao. Nel sangue dei gruppi che avevano assunto cioccolato
bianco e al latte non c'è stato alcun cambiamento, mentre in chi aveva
consumato cioccolato fondente è stata misurata una significativa
riduzione nell'aggregazione piastrinica. Risultati paragonabili sono
stati ottenuti in un altro studio che ha misurato l'effetto
dell'assunzione di una bevanda a base di cacao a confronto con la
semplice acqua.

Un'altra azione emersa in via preliminare, e che indica anch'essa un
potenziale beneficio per la salute cardiovascolare, è l'effetto del
consumo di cioccolato sulla funzionalità dei vasi sanguigni, più
precisamente sulla capacità dell'endotelio (il rivestimento interno) di
dilatarsi. Diversi studi hanno evidenziato questo tipo di azione e
misurato un aumento del flusso sanguigno nelle arterie nelle ore
seguenti l'assunzione di cioccolato ed anche in questo caso l'effetto è
in relazione alla quantità di flavonoidi presenti.
Oltre ai flavonoidi nel cioccolato ci sono altre sostanze per le quali
già in passato è stata evidenziata un'azione farmacologica. Noto a
tutti è l'effetto positivo sull'umore che sembra dovuto alla
feniletilamina presente nel cioccolato che stimola la produzione di
serotonina, il neurotrasmettitore responsabile appunto dell'umore.
L'azione stimolante del cioccolato e la capacità di favorire la
concentrazione viene invece dalla teobromina, una sostanza appartenente
alle melilxantine, come la caffeina, dotata però di un potere eccitante
più blando, ma più prolungato nel tempo. Nel cioccolato è presente
anche la caffeina in quantità tuttavia molto bassa, 10 volte inferiore
alla teobromina e meno di quanta ne è presente nel caffè. L'ultima
novità sulla teobromina, emersa in uno studio pubblicato da poche
settimane, è la sua capacità di calmare la tosse. Nella ricerca la
teobromina è stata confrontata con la codeina e con un placebo ed è
stata misurata l'efficacia nel placare la tosse indotta
artificialmente. La teobromina si è dimostrata più efficace della
classica codeina ben del 30 per cento e senza causare sonnolenza ed
effetti collaterali sul sistema cardiovascolare come la codeina.
Non è certo auspicabile tuttavia che il cioccolato venga caricato
di troppi attributi salutari, in questo modo viene privato degli
aspetti edonistici e in qualche modo trasgressivi che l'hanno connotato
finora. Se diventa troppo "sano" alla fine si perde il piacere di
mangiarlo. Tuttavia non è poi tanto male sapere che se usato con
moderazione, a causa del suo elevato potere energetico, e nell'ambito
di un'alimentazione variata ed equilibrata, può darci qualcosa in più
della sola piacevolezza sensoriale. Quindi, se gli amanti del
cioccolato cercavano una giustificazione per mangiarlo senza sensi di
colpa, adesso gli scienziati ce l'hanno fornita, purchè sia fondente e
ad alta percentuale di cacao perché è più ricco di flavonoidi positivi.
Cristina Barbagli
