I DOLCIFICANTI CONSENTITI IN EUROPA
Saccarina
È il nonno dei dolcificanti, è stato infatti scoperto addirittura nel 1879. La sua utilizzazione come sostituto dello zucchero in cibi e bevande si sviluppò gradualmente dall'inizio del '900. Ma il grosso incremento nel consumo si ebbe durante la prima e la seconda guerra mondiale a causa della scarsa disponibilità di zucchero. La popolarità della saccarina è stata notevole, almeno fino alla fine degli anni '70, quando alcuni studi canadesi e americani misero in evidenza che poteva causare il cancro alla vescica nei ratti. In Canada l'uso della saccarina come additivo alimentare fu immediatamente sospeso, consentendone l'uso solo come dolcificante puro da vendersi solo in farmacia. La Food and Drug Administration concesse una proroga di due anni prima di decidere sulle sorti del dolcificante, in attesa di verificare i risultati degli studi. La moratoria è stata via via estesa perché nuovi studi suggerivano interpretazioni diverse. Inoltre la metodologia usata nelle prime ricerche è stata molto criticata. Ai ratti veniva somministrata una dose di saccarina altissima (5 per cento della dieta) per due generazioni di seguito, dalla nascita alla maturità. In condizioni sperimentali analoghe, sostenevano molti studiosi, numerose sostanze provocherebbero gravi danni e tumori. Diverse indagini epidemiologiche condotte in seguito non hanno mai evidenziato una correlazione tra l'uso di saccarina e l'insorgenza di tumori alla vescica nell’uomo. La saccarina è stata definitivamente tolta dalla lista delle sostanze sospette di cancerogenesi nel 2000.
Aspartame
Fin dall’inizio l’aspartame non ha avuto vita facile. Scoperto nel 1965 è stato autorizzato in Usa nel 1981 e subito ci sono state reazioni da alcuni oppositori che sostenevano che causava tumori al cervello e vari altri disturbi. Negli ultimi anni è stato addirittura affermato da certe fonti alternative che l'uso di aspartame potesse porre a rischio di Alzheimer e di sclerosi multipla; si tratta ovviamente di fandonie senza alcun fondamento che purtroppo circolano abbondantemente in internet. Comunque, a causa di tutte queste accuse, l’aspartame è alla fine una delle sostanze più studiate e ci sono oltre 200 studi che ne dimostrano l’innocuità. Non a caso il Comitato congiunto per gli additivi dell’OMS ne ha confermato la sicurezza di impiego, posizione ribadita anche dal Comitato Scientifico per gli Alimenti Europeo nel corso della revisione sulla sostanza condotta nel 2002. Gli esperti delle diverse organizzazioni scientifiche sono quindi piuttosto perplessi riguardo allo studio divulgato a luglio scorso. Prima di tutto, sostengono, non c’era alcuna necessità di condurre un ulteriore studio di cancerogenesi perché questo tipo di rischio era ormai stato del tutto accantonato alle luce di decine e decine di ricerche. E poi i risultati preliminari per ora resi noti non mostrano niente di davvero significativo. D’altronde anche le Associazioni di consumatori americane piu integraliste ritengono l’aspartame un dolcificante sicuro.
L’unica controindicazione riguarda chi soffre di fenilchetonuria, una rara malattia genetica che impedisce il metabolismo dell’aminoacido fenilalanina, sostanza che queste persone devono eliminare dalla dieta e quindi devono evitare anche l’aspartame. Questo dolcificante è infatti costituito da due aminoacidi, acido aspartico e fenilalanina.
Ciclammato
Storia lunga e controversa anche quella del ciclammato. Scoperto nel 1937 è stato autorizzato negli Usa dopo la guerra, ma sospeso le 1970 in seguito a uno studio che evidenziava un possibile sviluppo di tumori alla vescica nei ratti e in quel paese è tuttora in “attesa di giudizio”, nonostante siano poi stati condotti oltre 70 studi nei quali non è mai emerso alcun rischio di cancerogenesi. Anche l’American Dietetic Association ha recentemente ribabito nella propria posizione la non pericolosità del ciclammato. È autorizzato in Canada, Europa e in decine di altri stati del mondo. Viene in genere usato insieme ad altri dolcificanti per migliorare la qualità e l’intensità del sapore dolce.
Acesulfame K
Ha un elevatissimo potere dolcificante per cui sono sufficienti quantità piccolissime per ottenere l’effetto. Ha inoltre la caratteristica di esaltare la percezione dei sapori. Secondo alcune fonti è uno dei dolcificanti meno testati, ma d’altronde non sono mai neanche emersi effetti negativi preoccupanti. È autorizzato praticamente ovunque.
Neoesperidina
È un flavonoide simile a quelli presenti nei vegetali. Ha un altissima capacità dolcificante con un aroma di liquorizia, viene usato in piccole dosi per migliorare la qualità della dolcezza di altri dolcificanti e funziona anche per esaltare la percezione aromatica di alimenti e bevande. È ritenuto un dolcificante assolutamente sicuro ed è autorizzato in Usa, Europa, Australia e molti altri paesi.
Taumatina
È una proteina estratta da un frutto che nasce in Africa occidentale e il suo potere dolcificante era noto già nell’ottocento. Ha una capacità dolcificante 2000-3000 volte superiore allo zucchero, ma viene usato soprattutto per la sua capacità di esaltare i sapori. Tutti gli studi condotti non hanno evidenziato alcun problema di sicurezza.
Sucralosio
È l’ultimo nato nelle categoria dei dolcificanti intensivi e decisamente il migliore, sostengono in molti. In Europa è stato autorizzato nel 2003, negli Usa 5 anni prima. La molecola deriva direttamente dal saccarosio, il comune zucchero, ma non viene assorbito perciò ha calorie zero. Ha brillantemente superato tutti gli studi di sicurezza condotti. È molto stabile al calore e può quindi essere usato in cottura e in forno, è perciò adatto anche alla preparazione di dolci. È autorizzato praticamente ovunque.
Polioli
Sono sostanze contenute naturalmente in alcuni tipi di frutta, ma commercialmente vengono prodotte dallo zucchero e dall’amido. Non sono dolcificanti intensivi, nel senso che hanno un potere dolcificante simile o addirittura inferiore a quello dello zucchero e forniscono mediamente la metà delle calorie. Il vantaggio da un punto di vista energetico non è quindi significativo, ma questi composti hanno altre proprietà positive: non favoriscono la carie e non stimolano la risposta insulinica.
Siccome i polioli non sono assorbiti completamente a livello intestinale, quantità eccessive possono provocare diarrea, e un’avvertenza al riguardo è riportata sulle confezioni di alimenti e dolciumi dove vengono aggiunti. Ma questo è l’unico effetto negativo che è stato evidenziato per questa categoria di composti che include: sorbitolo, mannitolo, lactitolo e xilitolo. Lo xilitolo in particolare è privo totalmente di azione cariogena ed è perciò utilizzato di preferenza nelle gomme da masticare e nelle caramelle.
Cristina Barbagli
I dolcificanti
È il nonno dei dolcificanti, è stato infatti scoperto addirittura nel 1879. La sua utilizzazione come sostituto dello zucchero in cibi e bevande si sviluppò gradualmente dall'inizio del '900. Ma il grosso incremento nel consumo si ebbe durante la prima e la seconda guerra mondiale a causa della scarsa disponibilità di zucchero. La popolarità della saccarina è stata notevole, almeno fino alla fine degli anni '70, quando alcuni studi canadesi e americani misero in evidenza che poteva causare il cancro alla vescica nei ratti. In Canada l'uso della saccarina come additivo alimentare fu immediatamente sospeso, consentendone l'uso solo come dolcificante puro da vendersi solo in farmacia. La Food and Drug Administration concesse una proroga di due anni prima di decidere sulle sorti del dolcificante, in attesa di verificare i risultati degli studi. La moratoria è stata via via estesa perché nuovi studi suggerivano interpretazioni diverse. Inoltre la metodologia usata nelle prime ricerche è stata molto criticata. Ai ratti veniva somministrata una dose di saccarina altissima (5 per cento della dieta) per due generazioni di seguito, dalla nascita alla maturità. In condizioni sperimentali analoghe, sostenevano molti studiosi, numerose sostanze provocherebbero gravi danni e tumori. Diverse indagini epidemiologiche condotte in seguito non hanno mai evidenziato una correlazione tra l'uso di saccarina e l'insorgenza di tumori alla vescica nell’uomo. La saccarina è stata definitivamente tolta dalla lista delle sostanze sospette di cancerogenesi nel 2000.
Aspartame
Fin dall’inizio l’aspartame non ha avuto vita facile. Scoperto nel 1965 è stato autorizzato in Usa nel 1981 e subito ci sono state reazioni da alcuni oppositori che sostenevano che causava tumori al cervello e vari altri disturbi. Negli ultimi anni è stato addirittura affermato da certe fonti alternative che l'uso di aspartame potesse porre a rischio di Alzheimer e di sclerosi multipla; si tratta ovviamente di fandonie senza alcun fondamento che purtroppo circolano abbondantemente in internet. Comunque, a causa di tutte queste accuse, l’aspartame è alla fine una delle sostanze più studiate e ci sono oltre 200 studi che ne dimostrano l’innocuità. Non a caso il Comitato congiunto per gli additivi dell’OMS ne ha confermato la sicurezza di impiego, posizione ribadita anche dal Comitato Scientifico per gli Alimenti Europeo nel corso della revisione sulla sostanza condotta nel 2002. Gli esperti delle diverse organizzazioni scientifiche sono quindi piuttosto perplessi riguardo allo studio divulgato a luglio scorso. Prima di tutto, sostengono, non c’era alcuna necessità di condurre un ulteriore studio di cancerogenesi perché questo tipo di rischio era ormai stato del tutto accantonato alle luce di decine e decine di ricerche. E poi i risultati preliminari per ora resi noti non mostrano niente di davvero significativo. D’altronde anche le Associazioni di consumatori americane piu integraliste ritengono l’aspartame un dolcificante sicuro.
L’unica controindicazione riguarda chi soffre di fenilchetonuria, una rara malattia genetica che impedisce il metabolismo dell’aminoacido fenilalanina, sostanza che queste persone devono eliminare dalla dieta e quindi devono evitare anche l’aspartame. Questo dolcificante è infatti costituito da due aminoacidi, acido aspartico e fenilalanina.
Ciclammato
Storia lunga e controversa anche quella del ciclammato. Scoperto nel 1937 è stato autorizzato negli Usa dopo la guerra, ma sospeso le 1970 in seguito a uno studio che evidenziava un possibile sviluppo di tumori alla vescica nei ratti e in quel paese è tuttora in “attesa di giudizio”, nonostante siano poi stati condotti oltre 70 studi nei quali non è mai emerso alcun rischio di cancerogenesi. Anche l’American Dietetic Association ha recentemente ribabito nella propria posizione la non pericolosità del ciclammato. È autorizzato in Canada, Europa e in decine di altri stati del mondo. Viene in genere usato insieme ad altri dolcificanti per migliorare la qualità e l’intensità del sapore dolce.
Acesulfame K
Ha un elevatissimo potere dolcificante per cui sono sufficienti quantità piccolissime per ottenere l’effetto. Ha inoltre la caratteristica di esaltare la percezione dei sapori. Secondo alcune fonti è uno dei dolcificanti meno testati, ma d’altronde non sono mai neanche emersi effetti negativi preoccupanti. È autorizzato praticamente ovunque.
Neoesperidina
È un flavonoide simile a quelli presenti nei vegetali. Ha un altissima capacità dolcificante con un aroma di liquorizia, viene usato in piccole dosi per migliorare la qualità della dolcezza di altri dolcificanti e funziona anche per esaltare la percezione aromatica di alimenti e bevande. È ritenuto un dolcificante assolutamente sicuro ed è autorizzato in Usa, Europa, Australia e molti altri paesi.
Taumatina
È una proteina estratta da un frutto che nasce in Africa occidentale e il suo potere dolcificante era noto già nell’ottocento. Ha una capacità dolcificante 2000-3000 volte superiore allo zucchero, ma viene usato soprattutto per la sua capacità di esaltare i sapori. Tutti gli studi condotti non hanno evidenziato alcun problema di sicurezza.
Sucralosio
È l’ultimo nato nelle categoria dei dolcificanti intensivi e decisamente il migliore, sostengono in molti. In Europa è stato autorizzato nel 2003, negli Usa 5 anni prima. La molecola deriva direttamente dal saccarosio, il comune zucchero, ma non viene assorbito perciò ha calorie zero. Ha brillantemente superato tutti gli studi di sicurezza condotti. È molto stabile al calore e può quindi essere usato in cottura e in forno, è perciò adatto anche alla preparazione di dolci. È autorizzato praticamente ovunque.
Polioli
Sono sostanze contenute naturalmente in alcuni tipi di frutta, ma commercialmente vengono prodotte dallo zucchero e dall’amido. Non sono dolcificanti intensivi, nel senso che hanno un potere dolcificante simile o addirittura inferiore a quello dello zucchero e forniscono mediamente la metà delle calorie. Il vantaggio da un punto di vista energetico non è quindi significativo, ma questi composti hanno altre proprietà positive: non favoriscono la carie e non stimolano la risposta insulinica.
Siccome i polioli non sono assorbiti completamente a livello intestinale, quantità eccessive possono provocare diarrea, e un’avvertenza al riguardo è riportata sulle confezioni di alimenti e dolciumi dove vengono aggiunti. Ma questo è l’unico effetto negativo che è stato evidenziato per questa categoria di composti che include: sorbitolo, mannitolo, lactitolo e xilitolo. Lo xilitolo in particolare è privo totalmente di azione cariogena ed è perciò utilizzato di preferenza nelle gomme da masticare e nelle caramelle.
Cristina Barbagli
I dolcificanti
