Il MERCATO DEGLI IMBALLAGGI ATTIVI E INTELLIGENTI
In Europa la diffusione di imballaggi attivi e intelligenti è ancora
piuttosto scarsa. Da un lato la normativa esiste da poco tempo, il
regolamento che disciplina la materia è entrato in vigore a dicembre
2004, ma mancano ancora le specifiche per la reale attuazione.
Inoltre la procedura per l'autorizzazione all'utilizzo di questi
nuovi imballaggi e dispositivi è piuttosto lunga e complessa. Le
difficoltà esistono soprattutto per gli imballaggi attivi, che
interagiscono con l'alimento per migliorarne la conservazione,
mentre molti tipi di etichette e indicatori "intelligenti", come
quelli che registrano la storia termica (indicatori
tempo-temperatura) non pongono alcun problema né ci sono limite di
impiego. Tuttavia sono pochissimo utilizzati per le confezioni
destinate al consumatore finale. A quanto sappiamo solo la catena di
supermercati francese Monoprix le ha adottate già da molti anni per
tutti i propri prodotti a marchio. foto prodotti Monoprix
Qualche applicazione di indicatori attivi, come gli assorbitori di
ossigeno, si trova in Gran Bretagna, ma sono casi sporadici. Sembra
che ci sia una reticenza da parte delle aziende ad introdurre questi
nuovi sistemi perché non è ancora chiaro come possano essere
percepiti dai consumatori. Probabilmente la presenza di etichette o
sacchettini dentro le confezioni di alimenti può suscitare delle
diffidenze nelle persone. In effetti la tendenza pare maggiormente
orientata verso i materiali attivi, che incorporano nel film
plastico o nella vaschetta il sistema attivo, in questo modo non è
visibile e il risultato è lo stesso. Tuttavia con un po' di
informazione non sarebbe difficile far capire ai consumatori i
vantaggi di questi nuovi imballaggi e dispositivi.
Negli Stati Uniti, in Australia e in Giappone gli imballaggi attivi
e intelligenti sono ampiamente diffusi e, non solo sono ben
accettati dai consumatori, ma addirittura richiesti. In Giappone in
particolare gli alimenti confezionati che non hanno un dispositivo
attivo per la conservazione sono ritenuti di bassa gamma. Sono in
ogni caso gli Usa a trainare il mercato mondiale di questi
imballaggi, coprendo da soli oltre il 40 per cento del totale. È un
settore in grande crescita con un incremento annuo di quasi il 10
per cento che nel 2008, secondo le previsioni della BCC, un istituto
di ricerca statunitense, raggiungerà i 134 miliardi di dollari a
livello mondiale. Ma se l'Europa inizierà ad adottarli
massicciamente probabilmente questa cifra sarà molto più alta.
Cristina Barbagli
