Bevande funzionali

Bibite salutari? Può sembrare un ossimoro, considerando l’immagine generalmente negativa di questi prodotti. Eppure adesso è il segmento in maggiore crescita nel settore delle bevande analcoliche. Un’opportunità talmente attraente che tutti i colossi del settore ci si sono buttati a capofitto. È notizia di questi mesi l’uscita di due nuove bibite arricchite di vitamine e minerali da parte di Coca-Cola e PepsiCo. I nuovi prodotti saranno pubblicizzati come bevande effervescenti, il termine bibite gassate (soft drinks) è ormai troppo associato a qualcosa di dannoso per la salute e perfino negli Usa questo mercato è in flessione per la prima volta da decenni.

La demonizzazione crescente delle classiche bibite ha spinto i grandi produttori ad investire in nuovi prodotti, ma anche a cercare di rivitalizzare i vecchi. Come il tentativo di riciclare come salutari le bibite light, quelle con i dolcificanti al posto dello zucchero. Certo non hanno calorie, ma alcune indagini hanno accertato che l’opininone dei consumatori al riguardo è piuttosto negativa: l’impiego di dolcificanti è ritenuto all’opposto del salutare. Ed anche l’aggiunta di un pizzico di vitamine non basta a conferire alla bibita un’immagine migliore. Tuttavia le bibite senza zucchero hanno uno zoccolo duro di consumatori, tanto che la Coca-Cola oltre alla Diet Coke ne ha un’altra, non venduta in Italia, che si chiama Coca-Cola Zero studiata per il target maschile.  3 bicchieri

Allora per conquistare nuove fette di mercato si esplorano nuove direzioni. Diversificare è lo slogan per chi fino a poco tempo fa ha concentrato il business sulle bibite gassate. E i dipartimenti di Ricerca e Sviluppo dei grandi produttori lavorano alacremente per inventare nuove bevande che vadano incontro ai consumatori più esigenti, prodotti che possano vantare caratteristiche favorevoli al benessere e alla salute od offrire particolari prestazioni. Contando sul fatto che tutti cercano scorciatoie e sperano di trovare in una lattina o in una bottiglia la soluzione a stili di vita e alimentare non proprio salutari.

E così, seguendo la tendenza, sono state messe a punto bevande contenenti ingredienti e sostanze diverse mirate all’azione antiossidante, alla protezione cellulare, alle funzioni digestive e intestinali. Oltre alle vitamine antiossidanti, A, C ed E, adesso vanno molto le vitamine del gruppo B, tra cui l’acido folico. Ma di gran moda sono gli ingredienti “naturali”, i probiotici, per esempio, finora appannaggio solo degli yogurt, ora vengono aggiunti ai succhi di frutta in modo da raggiungere anche chi non gradisce preparati a base di latte. E i succhi di frutta, ormai poco interessanti, vengono arricchiti di composti funzionali, come i fitosteroli e i composti fenolici, che aiutano a combattere l’invecchiamento cellulare ed a controllare il colesterolo. Molto ricercati e popolari, per la loro particolare ricchezza di composti antiossidanti e protettivi, sono i cosiddetti super-frutti: mirtilli, more, ribes, melagrana o gli esotici açai, acerola, noni, mangostano; vengono impiegati in piccole dosi per bevande innovative come sapore e immagine, spesso mirate al mercato dei salutisti ad oltranza.

La bevanda che va per la maggiore tuttavia è ancora l’acqua, semplice o funzionale. In Italia e Francia, grandi produttori, l’acqua minerale è la bevanda più consumata, rivitalizzata da confezioni più pratiche per lo sport, con tappo a spruzzo. Questa tendenza si sta affermando in molti paesi europei, ma è negli Stati Uniti che è diventata una vera moda: ritenuta la bevanda salutare per eccellenza ha raddoppiato le vendite in pochi anni. E dove l’acqua semplice non riscuote grande successo sono state lanciate da alcuni anni le acque funzionali, arricchite con vitamine e minerali o altri principi nutritivi e salutari, e aromatizzate per coprire il sapore spesso sgradevole delle sostanze aggiunte. I grandi produttori di acqua minerale hanno prontamente sfruttato questo nuovo mercato, ma anche le aziende di bibite non hanno perso l’occasione per diversificare ulteriormente l’offerta. In giro per il mondo c’è una grande varietà di acque funzionali, davvero per tutti i gusti e le esigenze. Dalle più semplici, solo aromatizzate per convincere a bere chi detesta l’acqua pura. Via via crescendo nell’ingredientistica, come le acque arricchite di calcio o di magnesio, mirate per le donne, o quelle con estratti di erbe, bacche o frutti. E sempre dedicate al mondo femminile ci sono acque che dichiarano di favorire l’idratazione e migliorare l’aspetto della pelle. Ma ne esistono di molto sofisticate che promettono effetti sorprendenti, come l’acqua che fa abbronzare: basta una bottiglietta da mezzo litro al giorno per dare alla pelle il colore del sole in nove giorni, garantisce il produttore.

Le acque funzionali hanno molto in comune con le bevande per lo sport, ormai in voga da molto tempo, la differenza più sostanziale è nel contenuto di zucchero, in genere scarso o assente nelle acque. Le sport drinks sono un settore di mercato ormai consolidato, ma che continua a crescere regolarmente. D’altronde è anche il più antico; basti pensare che il capostipite della categoria, il Gatorade, è stato lanciato negli Stati Uniti nel 1966 ed è tutt’ora leader in tutto il mondo. Adesso gli sport drinks comprendono una vasta gamma di prodotti, dalle semplici soluzioni con aggiunta di elettroliti e zucchero, fino a preparati complessi contenenti un mix di nutrienti studiati appositamente per i body builders e gli atleti professionisti. I maggiori consumatori di sport drinks sono tuttavia gli sportivi amatoriali che magari pensano di migliorare le proprie prestazioni bevendo un’apposita bibita. Gli esperti sono scettici sulla superiorità di questi prodotti rispetto alla semplice acqua per reidratare durante e dopo l’attività fisica per i dilettanti, ma se servono a bere più liquidi ben vengano.

In crescita esponenziale sono le bevande energetiche, una categoria inventata con Red Bull, destinate ad un pubblico giovane soprattutto maschile. Sono bevande a base di acqua, zucchero e caffeina, ma anche una varietà di vitamine, estratti di erbe esotiche come ginkgo biloba, guaranà, ginseng, e altre sostanze come carnitina e taurina. Per gli ingredienti aggiunti queste bevande vengono propagandate per migliorare le prestazioni, aumentare la concentrazione, accrescere la velocità di reazione e stimolare il metabolismo. Ma i nutrizionisti contestano che possano avere tutte queste azioni. La sostanza sicuramente attiva e stimolante è la caffeina, una lattina ne contiene circa 80 mg, il doppio rispetto ad una normale cola e simile a quella presente in una tazzina di caffè, ma alcune nuove energy drink hanno dato una smossa al settore uscendo con prodotti contenenti 300 mg di caffeina, roba da restare svegli per 2 giorni. Gli esperti del settore ritengono che le energy drinks saranno il sostituto del caffè per le generazioni più giovani, avendo il vantaggio della facile portabilità. Ma, proprio perché consumate dai più giovani, alcuni paesi europei, Francia, Danimarca, Svezia e Norvegia, non ne hanno autorizzato la vendita, sia per l’alto contenuto di caffeina che per la presenza di altri ingredienti, la cui sicurezza in dosi elevate è dubbia. In altri viene raccomandato di non mescolare queste bevande con alcolici, abitudine comune tra i giovani, perché gli effetti di questa associazione non sono ben chiari. Tuttavia questi divieti e limitazioni non sembrano intaccare il successo delle energy drinks che registrano aumenti del 50 per cento negli ultimi anni, il settore attualmente in maggiore crescita.

Ma il mondo delle bevande funzionali è ancora in grande espansione, ben presto ci saranno prodotti specifici per ogni parte del corpo, per ogni esigenza, desiderio o umore, il limite resta quello della fantasia e delle capacità dei geni della ricerca e sviluppo delle grandi aziende. E per arrivare più lontano le società uniscono le competenze e gli sforzi. Come nel caso della joint-venture tra Coca-Cola e Nestlé che alla fine dello scorso anno ha lanciato sul mercato americano Enviga, una bevanda effervescente a base di tè verde, arricchita di calcio, antiossidanti e molta caffeina, che promette di far bruciare calorie: 60-100 al giorno con tre lattine, assicurano i produttori. Ma il vanto non ha convinto una importante associazione di consumatori statunitense, il CSPI, che qualche mese fa ha denunciato le due compagnie per pubblicità ingannevole, sostenendo che gli studi portati a sostegno non sono adeguati. Intanto, con tutto questo clamore, la bevanda ha goduto di un bel po’ di pubblicità gratuita. E sempre Coca-Cola insieme all’Oréal, stanno mettendo a punto una bevanda a base di tè contenente ingredienti che dovrebbero aiutare a curare la pelle dall’interno. Il nuovo prodotto, chiamato Lumaé, è diretto alle donne attive di oltre 25 anni attente al benessere e alla salute. L’uscita è prevista per l’anno prossimo e sembra che sarà venduta nei reparti di bellezza e non nei supermercati, alla pari di un altro prodotto già esistente negli Usa che ha aperto la strada della cura per la pelle da bere.

L’innovazione in questo campo passa anche attraverso il packaging. Sono già uscite in alcuni paesi delle acque in bottiglia che hanno gli ingredienti attivi dentro il tappo, come avviene per alcune medicine, da rilasciare nell’acqua al momento del consumo, così da preservare l’efficacia delle sostanze aggiunte. Altra novità che favorisce la portabilità del prodotto è la messa a punto di sacchettini e compresse effervescenti con tutti gli ingredienti attivi, per trasformare una qualsiasi acqua in una bevanda funzionale diversa secondo le esigenze del momento.

Vengono in mente le antiche bustine di Idrolitina, quelle che negli anni ’50 si usavano per fare l’acqua frizzante in casa. Ma anche i classici sciroppi: tamarindo, cedrata, amarena, che trasformavano una semplice acqua in una gradevole bevanda. Considerando il prezzo di queste nuove bevande funzionali – una bottiglietta da mezzo litro di acqua aromatizzata arriva quasi ad 1 euro – forse si potrebbero riscoprire queste vecchie abitudini. Nel sud d’Italia, per la verità, non si sono mai perse, basta pensare ai “cioschi” di Catania, dove si serve la bibita più rinfrescante e dissetante del mondo, succo di limone, seltz e sale, o lo “sciampagnino” a base di cedrata e seltz…antichi sapori o antica saggezza?

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